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NELLE NOSTRE SCARPE (Camminamente a Bologna)

Le scarpe di Eurasia Pedibus Calcantibus (Crispi Monaco) a Bologna

Un proverbio degli Indiani d’America recita: “Prima di giudicare una persona cammina nei suoi mocassini per tre lune”, equivalente in italiano a quando diciamo: “Prova a metterti nelle mie scarpe!”. Antonio Gregolin, ideatore della mostra itinerante Camminamente, l’ha fatto: si è messo nelle scarpe altrui. Non in qualità di camminatore, seppure di camminatori, viandanti e pellegrini ne conosca ormai molti. Più da artista, da collezionista e forse un po’ da etnografo. Gregolin ha ereditato dal padre e dal nonno, ciabattini, l’attenzione alla scarpa come manufatto artistico. Vi ha aggiunto dell’estro proprio ed ha iniziato a guardare oltre, vedendo le storie custodite silenziosamente dalle calzature. Non solo piedi dunque, ma anche corpo, anima, cuore di chi le ha utilizzate. Le scarpe portano con sé le emozioni di chi le ha vissute, la storia, il retroterra culturale… Gregolin ha perciò raccolto, nell’intento di condividere queste esperienze, una cinquantina di paia di scarpe, permettendosi (e permettendoci con la sua mostra), di entrare nelle nostre scarpe.

Le scarpe di Ermanno Olmi esposte in mostra

Nostre, sì, perché tra quelle appartenute a personaggi ben più noti ed illustri (Ermanno Olmi, Simone Moro, Manolo, Mauro Corona, Marco Paolini, Riccardo Carnovalini, Nives Meroi, Roberto Bassi, Giovanni Bruttomesso, ecc.), la mostra di Bologna presenterà per la prima volta anche le mie scarpe, quelle che mi portarono lungo la maggior parte dei 6000 chilometri che percorsi da Bergamo all’Iran, nel mio viaggio Eurasia Pedibus Calcantibus.

La didascalia alle mie scarpe esposte in mostra

Gregolin ci trasporta in questo cammino empatico entro le nostre scarpe attraverso strade diverse. La principale percorre gli itinerari di coloro che desiderano “aprirsi verso un nuovo orizzonte”, il popolo dei camminatori. Un’altra via non da poco conduce alle scarpe che raccontano il passato, le guerre e la Storia da ricordare per non incappare nei medesimi errori. Una terza via è quella dei camminatori per fede, i pellegrini. Infine, ma non da ultimo, c’è una quarta rotta, quella della mente capace di immedesimarsi nei vissuti altrui per apprendere ciò che è possibile. Ne sono emblema i libri di Emilio Salgari, esposti nella mostra, il quale viaggiò (e tutt’oggi fa viaggiare) attraverso i suoi celeberrimi libri mondi lontani e sconosciuti, senza mai uscire dalla sua Torino.

La mostra, reduce dai precedenti successi ottenuti a Padova (70 mila visitatori stimati) e Assisi (500 mila visite), è alla sua ottava edizione. A Bologna Camminamente sarà accolta da uno dei numerosi numi tutelari dei pellegrini, san Domenico, che la riceverà come fecero prima di lui san Francesco d’Assisi e sant’Antonio da Padova. La mostra avrà sede presso il santuario e museo di Santa Maria della Vita, Via Clavature, 10, dal 21 luglio al 14 ottobre 2018.

Video-intervista di Gregolin con le scarpe di Curnis, Corona, Meroi, della guerra e degli Indiani d’America

Pubblicato da Marino Curnis

MARINO CURNIS nasce a Bergamo il 07 maggio 1973. Oltre dodicimila chilometri nelle gambe (il Sentiero delle Orobie; la Via Mercatorum; il Cammino di Santiago; Eurasia Pedibus Calcantibus, da Bergamo all’Iran; il Circuito dell’Annapurna in Nepal; Leonardo 1516, da Roma ad Amboise; la Via Appia antica da Roma a Brindisi e oltre al Finis Terrae pugliese) ed i suoi molteplici interessi (musica, poesia, scrittura, viaggio, pittura, fotografia, lingue...) continuano a spronare Marino alla curiosità. La curiosità insinua il dubbio e sprona a conoscere. Istiga l'esperienza. E l’esperienza si fa scrittura...