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I LUOGHI DI LEONARDO DA VINCI (parte terza)

I LUOGHI DI LEONARDO

Il terzo e, per questo ciclo, ultimo capitolo dedicato ai luoghi di Leonardo da Vinci, ci porta dall’Emilia Romagna e Lombardia del precedente articolo alle terre di Francia, attraverso un rapido passaggio in Piemonte.

Torino_Palazzo_RealeA Tortona Leonardo da Vinci sarebbe passato in occasione del banchetto nuziale di Gian Galeazzo Sforza e Isabella d’Aragona nel 1489. Il Maestro si sarebbe occupato degli spettacoli, un po’ come fece l’anno dopo per la cosiddetta festa del Paradiso a Milano. Non ho però trovato documentazioni che attestino questa affermazione. Trovo invece documentazione sul fatto che il Maestro si sia interessato di Alessandria nel codice Leicester (ex Hammer), oggi di Bill Gates, fondatore Microsoft: “Alessandria della Paglia, in Lombardia, non à altra pietra da far calcina, se non mista con infinite cose nate in mare, la quale oggi è remota dal mare più di 200 miglia”. Atelier Clos Lucè AmboiseQuesto stralcio non ci dice se Leonardo sia davvero stato ad Alessandria, ma almeno la nomina. Così come la nomina al foglio 9 v. del suddetto codice: “In Candia di Lombardia presso Alessandria della Paglia, facendosi per messer Gualtieri di Candia uno pozzo, fu trovato uno principio di navilio grandissimo sotto terra circa braccia 10, e perché il legname era nero e bello, parve a esso messer Gualtieri di fare allargare tal bocca di pozzo in forma che i termini di tal navilio si scoprissi”. Candia di Lomellina dista circa settantacinque chilometri da Alessandria e per raggiungerla si passa da Valenza, una località citata ben due volte come Ualenza nel codice Trivulziano, fogli 15v (55) e 30r (59), ma potrebbe trattarsi invece della più nota Valenza spagnola. Torino conserva invece nella Biblioteca Reale due preziosi e noti documenti leonardeschi: il famoso disegno considerato l’autoritratto di Leonardo da Vinci ed il codice del Volo.

Gioconda_JoelLa prima curiosità leonardesca incontrata oltreconfine è più un atto d’affetto al Maestro Leonardo da Vinci. Parlando con Joël, un personaggio singolare incontrato casualmente, sono invitato dallo stesso ad entrare in casa sua, dove mi chiede di scattargli una foto accanto al quadro fatto a punto croce da lui stesso e raffigurante la Gioconda.

Bis_Rocinante_TarareAl passo dopo Tarare, a 800 metri d’altitudine, incontriamo una stele commemorativa che riporta il testo scritto da Martin Du Bellay in “Memoires de guerre”. Tradotto in italiano suona così: “Nel 1536, sulla montagna di Tarare, dove c’era una cappella chiamata Sienne, il re Francesco I essendo a cena, ricevette il re Giacomo V di Scozia, che dopo le dovute cortesie gli domanda la mano di sua figlia Maddalena”. Pur se si tratta di venti anni dopo, scoprire che Francesco I, colui che volle Leonardo da Vinci in Francia, è passato di qua, è la conferma che il Maestro poteva essere informato su questa strada per dirigersi ad Amboise. La via non era certo tra le più sicure, ma era la più diretta e forse anche la più antica, la Via Romana o Via Reale.

Pouille_San_SebastianoNella chiesa di Saint Saturnin de Pouillé: si può ammirare la tela di San Sebastiano che i pannelli indicano essere di scuola italiana dell’inizio XVI secolo. Che ci sia anche qui lo zampino del Maestro Leonardo da Vinci? La sua mano sinistra forse no, ma lo zampino?

Amboise Leonardo 1516 Marino Curnis
L’arrivo del mio “Leonardo1516” ad Amboise accolto da autorità e castellani

Arriviamo infine ad Amboise, come arrivò Leonardo da Vinci, il quale ci testimonia con certezza nel Codice Atlantico f. 103r cheil dì dell’Ascensione in Ambosa 1517 di Maggio nel Clu” (Cloux, oggi Clos Lucé), lui era qui.

La Morte di Leonardo da VinciNel vecchio palazzo del comune, oggi sede del museo cittadino, diverse opere ricordano il Maestro. Tra queste il dipinto “La Morte di Leonardo da Vinci” di François-Guillaume Ménageot del 1781 che erroneamente mostra re Francesco I al capezzale del Maestro (un documento attesta che il re non era ad Amboise il giorno della morte di Leonardo), due sculture bronzee (un busto ed un Leonardo giacente), una lapide in latino, classicheggiante anche nel testo dell’ode a Leonardo.

Tomba di Leonardo AmboiseAllo Château Royal entriamo nella cappella di Saint-Hubert. È qui che si trova oggi la tomba del Maestro. Non sappiamo con certezza se le ossa qui custodite siano quelle di Leonardo da Vinci. Al momento della sua morte, infatti, questa cappella non esisteva e lui venne sepolto come richiesto nel suo testamento nella cappella di Saint-Florentin, distrutta nel 1807. Gli scavi effettuati nel 1863 portarono alla luce nell’area dell’attuale busto marmoreo i probabili resti del Maestro, traslati poi nella cappella di Saint-Hubert.

Clos Lucé OlogrammaIl Clos Lucé fu l’ultima dimora di Leonardo da Vinci, che vi visse dal 1516 al 1519, anno della sua morte. Nel 2003 i locali del castello sono stati restaurati filologicamente nel tentativo di ripristinare gli ambienti com’erano all’epoca del soggiorno del Maestro Leonardo (1516-1519). Sono stati ricreati i luoghi, come la stanza da letto del Maestro e quella di Margherita di Navarra, sorella di Francesco I. Si è ricreato anche l’atelier e lo studio del Maestro. Dalla famiglia Saint-Bris, attuali proprietari del maniero, sono stati adottati modernissimi sistemi per mostrare la vita del genio, come quello della proiezione olografica che mostra agli occhi del visitatore Libro di Antonio de Beatisl’incontro avvenuto nel 1517 tra il cardinale Luigi d’Aragona e l’anziano Maestro, testimoniato dallo scritto di Antonio De Beatis (libro che qui ammiro, in uno dei pochi originali, giunto da Napoli per la mostra “Dal Clos Lucé al Louvre”). O come la riproduzione della celeberrima Gioconda che reagisce alle provocazioni ed alle emozioni di quanti l’ammirano cambiando l’espressione del volto.

Stanza di Leonardo da VinciAll’epoca del mio viaggio a piedi Leonardo 1516, fui ospite del conte François Saint-Bris che mi condusse in una dettagliata visita guidata mostrandomi anche i libri d’epoca, tra cui il celebre “Trattato della Pittura” con la prima riproduzione a stampa della Gioconda. Gioconda NudaAll’interno della mostra c’era anche il dipinto cosiddetto della “Gioconda nuda”, attribuito a Gian Giacomo Caprotti (il Salaì), allievo di Leonardo (il dipinto pare sia stato copiato da un originale del Maestro). Leonardo da Vinci Francesco MelziUna visita notturna al parco con le riproduzioni al vero di alcuni disegni e progetti leonardeschi (ponti, armi da guerra, elica) e termina il nostro cammino tra i luoghi di Leonardo.

Ho la fortuna di dormire ospite di Saint-Bris nel Clos Lucé, l’ultima dimora di Leonardo da Vinci.Ultima dimora di Leonardo

Pubblicato da Marino Curnis

MARINO CURNIS nasce a Bergamo il 07 maggio 1973. Oltre dodicimila chilometri nelle gambe (il Sentiero delle Orobie; la Via Mercatorum; il Cammino di Santiago; Eurasia Pedibus Calcantibus, da Bergamo all’Iran; il Circuito dell’Annapurna in Nepal; Leonardo 1516, da Roma ad Amboise; la Via Appia antica da Roma a Brindisi e oltre al Finis Terrae pugliese) ed i suoi molteplici interessi (musica, poesia, scrittura, viaggio, pittura, fotografia, lingue...) continuano a spronare Marino alla curiosità. La curiosità insinua il dubbio e sprona a conoscere. Istiga l'esperienza. E l’esperienza si fa scrittura...