Crea sito

I LUOGHI DI LEONARDO DA VINCI (parte seconda)

i_luoghi_di_leonardo_da_vinciDopo aver visitato nel precedente articolo Lazio e Toscana, in questo articolo proseguiamo il nostro viaggio tra i luoghi di Leonardo in Emilia Romagna e Lombardia. Ulteriori approfondimenti li potete leggere nel mio diario di viaggio “Il Cammino di Leonardo“, a piedi da Roma ad Amboise sulle orme del genio toscano.

Abbazia di MonteveglioA Monteveglio, presso l’abbazia ci attende una curiosità: il bel crocifisso ligneo del XV secolo, al piano sopra la cripta della chiesa è secondo alcuni studiosi di scuola leonardesca. Una delle tante ipotesi tra le meno accreditate, mentre la supposizione di una scuola tedesca appare più verosimile.

Chiesa Patriarcale di San Domenico, BolognaA Bologna la chiesa patriarcale dei Domenicani è stata forse testimone della presenza di Leonardo da Vinci, venuto qui probabilmente con il seguito di papa Leone X all’incontro con Francesco I. L’incontro è celebrato in un affresco del 1735, opera di Giuseppe Pedretti. Si trova in alto subito a sinistra entrando in chiesa.

Villa Medici del VascelloEntriamo in Lombardia e visitiamo San Giovanni in Croce, dal 1492 paese della contessa Cecilia Gallerani (probabilmente immortalata dal Maestro nel famoso quadro oggi a Cracovia della “Dama con l’ermellino”). La Gallerani abitò Villa Medici del Vascello.

Ultima_Cena_Affresco_Da_CemmoLa città di Crema, che io sappia, non ha grandi relazioni con il Maestro. Nella splendida sala Pietro da Cemmo, dove questa sera avrà luogo la mia conferenza, ci si mostra però una curiosità. La sala era il refettorio del convento agostiniano ed ospita alcuni notevoli affreschi di Giovan Pietro da Cemmo. Mi colpisce in particolare la sua “Ultima Cena” del 1507. Di poco posteriore al famosissimo “Cenacolo” dipinto da Leonardo, è infatti già visibilmente condizionata da quest’ultimo: Giuda Iscariota non appare più davanti alla mensa separato dal resto dei commensali, ma con loro, come lo raffigurò pochi anni prima il Maestro Leonardo da Vinci.

Vaprio d'AddaA Vaprio d’Adda soggiornò Leonardo da Vinci, ospite presso la villa Melzi d’Eril che si affaccia sull’Adda e sul naviglio della Martesana. Alla villa uno tra i suoi allievi prediletti, Francesco Melzi, riportò da Amboise i manoscritti del Maestro, scritti che vennero poi dispersi (molti forse scomparsi per sempre) con travagliate vicissitudini. È nella villa il cosiddetto Madonnone, un tempo attribuito a Leonardo ed oggi considerato più probabilmente opera di un allievo. Vaprio d’Adda ha nella Casa del Custode delle Acque la sede dell’Ecomuseo “L’Adda di Leonardo”. L’Adda di Leonardo è quello del Duca di Milano, Ludovico il Moro, che gli chiese di studiare come rendere navigabile il fiume nel tratto delle rapide tra Paderno e Cornate d’Adda. L’Adda di Leonardo è, ancora, quello dei navigli e delle chiuse. L’Adda di Leonardo è anche quello del traghetto tuttora funzionante ad Imbersago e quello del Santuario della Madonna della Rocchetta a Paderno, un luogo affascinante e ben custodito dall’amico Fiorenzo Mandelli, Cavaliere della Repubblica.

Palma_il_VecchioProcediamo spostandoci attraverso quei paesi che Leonardo ha lasciato scritti nelle sue mappe: Filago, Ponte San Pietro, Bergamo, Alzano (Alzà nel manoscritto originale), Nembro, Selvino, Valpiana. Giungiamo così a Serina, anch’essa presente nei due fogli conservati nella raccolta reale di Windsor, il 12673 ed il 12674r, che rappresentano le cartine di Valle Seriana e Valle Brembana. Il monumento dedicato a Palma il Vecchio, nato Jacomo Nigretti nel 1480 qui a Serina mi rimanda alle “Vite” del Vasari che lo cita. Mi chiedo se il Maestro lo abbia mai incontrato.

Suggestioni LeonardescheAndiamo oltre seguendo le mappe di Leonardo: Dossena e le sue miniere, Cornello, San Giovanni Bianco. Da qui ci concediamo una licenza e attraverso la Val Taleggio e il Culmine di San Pietro raggiungiamo le porte di Lecco. I paesaggi d’intorno richiamano le suggestioni dei dipinti di Leonardo. Ma c’é di più…

Grotta della Vergine delle Rocce LaorcaA Laorca, grazie ad alcuni amici appassionati del loro territorio (Dario Milani dei Resinelli e Gianmario Maver), visito una grotta al Sacro Monte. I dintorni sono luoghi d’antico culto. Nella grotta vi è una roccia che ricorda una Madonna. Anche la grotta ricorda qualcosa: uno dei dipinti certi di Leonardo da Vinci, “La Vergine delle Rocce”.

Sacra FamigliaNella chiesa nuova di Lipomo, questo viaggio ci porge un’ennesima sorpresa: dalla vecchia sagrestia è stato trasferito qui, dopo gli opportuni restauri, un bel dipinto conosciuto oggi come “La Sacra Famiglia”. Si tratta di un dipinto su tela certamente di scuola leonardesca, cui forse anche il Maestro mise mano. C’è anche chi sostiene che sia un dipinto di Leonardo, in particolare Mario Mascetti, a cui si deve l’aver tolto dall’anonimato quest’opera, ed Ernesto Solari. L’originalità dell’opera consta nella presenza di un Giuseppe falegname, intento nel proprio lavoro all’esterno dell’ambiente domestico appena abbozzato, nel quale si svolge la scena familiare: Maria trattiene con una cordicella il proprio figlio, che è nell’atto di montare in groppa ad un agnello. Questo tema oltre alle torsioni dei corpi che danno movimento ed anima al dipinto, la cura dei particolari negli attrezzi del falegname e nelle vesti mariane, sono tutti particolari molto cari al Maestro ed ai suoi discepoli.

Charles d'Amboise SolariA Como mi attende il già nominato Solari, uno studioso di Leonardo da Vinci. Presso lo studio di Solari ricevo una busta sigillata che contiene le rivelazioni da parte del Solari relative all’unica copia in bronzo di una scultura equestre che sarebbe opera del Maestro. Sarà esposta per la prima volta a Milano, nel corso di una sua mostra. Una copia della statuetta rappresentante Charles d’Amboise su un cavallo che discende un crinale è in bella mostra nello studio del Solari in occasione della mia visita. Firmo la ricevuta della lettera e abbandono lo studio del professore artista, lasciando agli esperti gli approfondimenti in merito.

Vigna di Leonardo Casa degli AtellaniMilano è con Firenze la città dove Leonardo da Vinci ha vissuto e operato a lungo. Sono moltissime le sue orme disseminate per la città. Ne ho parlato in un articolo dedicato, che vi permette una passeggiata tra le maggiori evidenze lasciate dal Maestro. In seguito al mio cammino “Leonardo 1516”, qui a Milano, presso il Gogol Ostello, è nato il Lionardo’s Corner, un angolo culturale per gli appassionati “fuori dal coro” del Maestro, fondato da Giovanni Bortolin in collaborazione con Asli Haddas, titolare della struttura ricettiva.

Abbazia di ChiaravalleUscendo da Milano visitiamo l’Abbazia di Chiaravalle, dove il Maestro osservò e disegnò il meccanismo interno dell’orologio planetario (foglio 1111 recto del Codice Atlantico e secondo dati che non ho potuto verificare anche nel Codex Madrid I, foglio 10v; 11r).

Sarcofagi Ludovico il Moro Beatrice d'EsteVisitiamo quindi la Certosa di Pavia. Un nesso seppur vago lega la chiesa alla storia di Leonardo da Vinci. Qui si trova un monumento composto recentemente utilizzando un sarcofago di marmo rosso, sopra il quale vennero posizionate le statue funebri di Ludovico il Moro e Beatrice d’Este. Le due statue furono commissionate dal Moro stesso, per essere collocate nella chiesa di santa Maria delle Grazie, sotto la tribuna del Bramante. La storia non lo permise e le statue giunsero fin qui dopo varie peripezie. Il monumento funebre è però tutt’oggi vuoto: il Moro è sepolto in Francia, mentre Beatrice è sepolta alle Grazie.

Navigliaccio_CertosaNel paese di Certosa, anche il Navigliaccio porta i segni delle intuizioni di Leonardo: conche e chiuse oggetto dei progetti di miglioramento eseguiti dal Maestro.

Leonardo_da_Vinci_Pavia
Foto dal web

Leonardo da Vinci conobbe Pavia che, con Vigevano e Milano, faceva parte dei centri principali dell’allora Ducato di Milano. Scrive di Pavia in diversi suoi codici, in particolare nel manoscritto B e nel codice Atlantico. Ludovico il Moro, in data 8 giugno 1490, scrive al cancelliere ducale Calchi, per invitare a Pavia Francesco di Giorgio Martini, al fine di visitare i lavori della cattedrale. Aggiunge nel suo scritto di convocare “magistro Lionardo Fiorentino et magistero Jo. Antonio Amadeo”. La presenza di Leonardo a Pavia è documentata dalla sua permanenza all’Osteria “ad signum Saracini, pagata dalla Fabbriceria del Duomo pavese in data 21 giugno 1490. Sempre Pavia è sede nel 1510 degli studi anatomici di Leonardo, in collaborazione con Marcantonio della Torre, figlio di Gerolamo, qui trasferitosi in quell’anno come professore di Medicina e insegnante all’università degli Studi Anatomici. Vasari scrive nel 1568: “Leonardo attese di poi, ma con maggior cura, all’anatomia degli uomini; aiutato, e scambievolmente aiutando in questo messer Marcantonio Della Torre”. Questi studi (oggi custoditi nella Biblioteca Reale di Windsor), vennero interrotti l’anno successivo, quando il Della Torre morì di peste a Riva del Garda.

Dalla Lombardia e dall’Emilia Romagna, nel prossimo articolo ci spostiamo tra i luoghi di Leonardo in Piemonte e Francia, terminando il nostro viaggio ad Amboise.

Pubblicato da Marino Curnis

MARINO CURNIS nasce a Bergamo il 07 maggio 1973. Oltre dodicimila chilometri nelle gambe (il Sentiero delle Orobie; la Via Mercatorum; il Cammino di Santiago; Eurasia Pedibus Calcantibus, da Bergamo all’Iran; il Circuito dell’Annapurna in Nepal; Leonardo 1516, da Roma ad Amboise; la Via Appia antica da Roma a Brindisi e oltre al Finis Terrae pugliese) ed i suoi molteplici interessi (musica, poesia, scrittura, viaggio, pittura, fotografia, lingue...) continuano a spronare Marino alla curiosità. La curiosità insinua il dubbio e sprona a conoscere. Istiga l'esperienza. E l’esperienza si fa scrittura...